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Come diventare uno chef?

Come diventare uno chef

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I riflettori sono sempre stati puntati sulla cucina, in Italia: mai, però, come negli ultimi anni. Vantiamo una cucina millenaria fatta di sapori, materie prime, ricette e tradizioni, dove il cibo non è soltanto un modo per nutrirsi, ma una vera e propria filosofia.

Dopo l’esplosione della ristorazione etnica (ancora molto forte, a dirla tutta), ora al centro dell’attenzione c’è proprio lei, la cucina italiana. Da nord a sud, passando per il centro e le isole, la riscoperta della cucina della tradizione spopola come mai prima d’ora.

Se a questo aggiungiamo la popolarità crescente che circonda gli chef, citando - solo per fare qualche nome - Antonino Cannavacciuolo, Alessandro Borghese o Carlo Cracco. Si tratta di cucina made in Italy mania, senza ombra di dubbio!

Ecco perché sempre più giovani indirizzano i propri studi e le proprie ambizioni in questo settore; non c’è da stupirsi, ma il quesito rimane costante: “Come diventare uno chef?”, “Qual è la strategia migliore per raggiungere il successo?”. In questo articolo, vi portiamo il nostro punto di vista!

Diventare chef: i percorsi professionali

Da chi impastava in cucina già da bambino, a chi guardava la nonna cucinare e la aiutava a preparare gli gnocchi, le motivazioni che portano i giovani a scegliere una carriera nella ristorazione sono oggettivamente molteplici.

Una strada tradizionale consiste, al termine della scuola media, nella scelta di frequentare un istituto alberghiero. Questi istituti sono autentiche eccellenze italiane, e l’offerta formativa è completa e stimolante.

L’istituto alberghiero ha una durata minima di tre anni e massima di cinque. Al termine del triennio, si ottiene la qualifica professionalizzante e alcuni scelgono subito di andare a lavorare. Le materie oggetto di studio sono sia teoriche, come scienza e cultura dell’alimentazione, sia pratiche, come i vari laboratori, sia gestionali, per trasmettere competenze utili all’organizzazione di ristoranti e strutture ricettive.

Terminati gli studi, le possibilità sono quelle di intraprendere un percorso di formazione all’interno di un ristorante (abitualmente con contratto di stage o apprendistato), oppure frequentare corsi specifici con l’obiettivo di acquisire competenze settoriali su determinate preparazioni, tecniche o pietanze.

I requisiti del cuoco provetto

Ora che abbiamo delineato il percorso, passiamo ai requisiti. Non ne esistono di standard, ovviamente! Ma - in base alla nostra esperienza con Camerieri.it - abbiamo identificato alcune caratteristiche molto gradite negli chef:

  • Creatività: forse scontato, ma gli chef si distinguono per la capacità di creare, reinventare e destrutturare le ricette e le materie prime! Essere persone creative e fantasiose è fondamentale.
  • Flessibilità: non solo oraria, ma anche mentale. Nessuno chef di successo lo è diventato senza aver fatto le ore piccole, almeno una volta!
  • Organizzazione: lo chef di cucina, una volta che scalato le varie posizioni della brigata, assolverà anche compiti di coordinamento e organizzazione delle varie attività della brigata stessa.
  • Problem solving: manca un ingrediente, è finito l’impasto per celiaci, il commis è malato, ecc. Tutte evenienze che possono verificarsi, a cui lo chef dovrà porre rimedio sfruttando il pensiero laterale!
  • Predisposizione alla formazione continua: la cucina, come molti altri ambiti, è suscettibile di nuove mode e nuove influenze. I corsi per diventare chef di successo specializzato in determinate cucine sono molti, basta saperli sfruttare!
  • Time management: non serve neanche dirlo, ma per un cuoco è fondamentale saper gestire il proprio tempo in modo strategico, così come saper rispettare le tempistiche e le scadenze!
  • Lavoro in team: più che team, si parla di brigata! Le doti relazionali, per un ambiente a stretto contatto come quello della brigata di cucina sono molto, molto importanti!

Come diventare cuoco senza diploma alberghiero?

Domanda molto insidiosa, a cui rispondiamo in modo chiaro: diventare cuoco senza diploma alberghiero è possibile! Occorre conseguire l’attestato HACCP, iscriversi a corsi di cucina professionalizzanti o altre opportunità di formazione, siano esse promesse da enti privati, pubblici o territoriali.

Se c’è un ambito in cui non contano i titoli, è proprio quello della ristorazione! Fondamentali - secondo noi - sono la passione, la determinazione e la creatività!

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